LA REPUBBLICA
25-02-2011

Alle 18,30 da Vuedu Factory (via Sperlinga32), si inaugura la mostra “Nobless oblige, un guardaroba d’altri tempi”.

LA REPUBBLICA
26-02-2011

ABITI E CAPPELLINI D’ANTAN “NOBLESS OBLIGE” DA VUEDU

Un’affascinante passerella d’antan che riporta alla memoria le serate eleganti del teatro Massimo, le passeggiate lungo viale delle Libertà e i bagni all’antico stabilimento balneare di Mondello. Da Vuedu Factory in via Sperlinga32, si è inaugurata ieri “Nobless oblige, un guardaroba d’altri tempi”, mostra di abiti e accessori d’epoca di Giuseppina Bagnasco Cacciatore ed Eleonora Bagnasco Saitta. Sono esposti una decina di abiti, tutti accessoriati di scarpe e borse, e più di 80 cappelli con piume, tulle e lustrini. Ogni pezzo racconta una storia, un excursus che va dagli inizi del Novecento fino agli anni Cinquanta. Visite, fino all’8 aprile, dal lunedì alle 16,30 alle 20. Da Martedì a Sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.

GIORNALE DI SICILIA
25-02-2011

Vuedu – GUARDAROBA DI UNA VOLTA

“Nobless oblige, un guardaroba d’altri tempi” è la mostra allestita da Vuedu Factory in via Sperlinga32. Abiti, cappelli, borse e borsette, palliettes, velluti, piume, velette, copricapi. Una mostra glam che apre il guardaroba (anni’ 20 – ’50) di due nobildonne palermitane: le baronesse Giuseppina Bagnasco Cacciatore ed Eleonora Bagnasco Saitta. Rispettivamente bisnonna e nonna della curatrice, Eleonora Saitta. Fino al 7 Aprile.

GIORNALE DI SICILIA
11-03-2011

LA MOSTRA – Da Vuedu a Palermo, borsette e cappelli d’epoca, dal guardaroba delle nobildonne siciliane (di Simonetta Trovato)

Seduzione e fascino d’altri tempi, così vestivano le nostre nonne.
Con la “paglietta” a strisce sulle ventitré, pronta per il mare: non di certo in bikini, ma con quei vezzosi bikini vedo non vedo. Oppure, visto che una signora non esce mai senza cappello, ecco le cloche per il tè con le amiche, velluto smeraldo, magari con un fiore viola acceso. Ma ci sono anche i copricapo di piume, impalpabili e leggeri, quasi un’ala d’uccelli ad accarezzare la fronte, le “paglie” sfuggenti ed enormi che di lì a pochi anni si ridurranno a bruscoli che soltanto le signore di una volta saprebbero portare. Ci sono cappellini da sera (ma, se troppo grandi, mai a teatro, raccontava il galateo di donna Letizia) e cuffiette da ballo, velette e velluti: insomma un guardaroba d’altri tempi, anzi, ben vedere, due! “Nobless oblige” – la mostra allestita fino al 9 Aprile alla Vuedu Factory, poliedrico spazio di via Sperlinga 32 – si intrufola negli armadi di due nobildonne palermitane: le baronesse Giuseppina Bagnasco Cacciatore ed Eleonora Bagnasco Saitta, rispettivamente bisnonna e nonna della curatrice, Eleonora Saitta. Abiti, cappelli, borse e borsette, palliettes, velluti, piume, velette, strepitosi copricapi da spiaggia dai colori fluo: una vera e propria passerella che racconta un tempo che non c’è più. Anni in cui non si usciva mai senza guanti e cappello, in cui la borsetta era in rigoroso pendant con le scarpe – e in mostra ce ne sono alcune deliziose, le prime firmate da Renata Spatafora, al vertice della famosa casa di calzature. Anni in cui le signore passeggiavano lungo via Libertà su cui ancora si affacciava villa Deliella, chiedevano alle modiste di creare modelli per le serate del Massimo e andavano ai “bagni” a Mondello.
Alla Vuedu Factory – lo spazio glam creato da Daniela Vinciguerra – sono esposti in tutto una decina di abiti, straordinariamente attuali, segno che lo stile non ha tempo, citando ovviamente madame Coco. E tutti non solo perfettamente conservati, ma anche rigorosamente accessoriati di scarpe e borse.
“Da piccola gli armadi di mia nonna erano meravigliosi ed io e mia sorella passavano le ore a travestirci – spiega Eleonora Saitta – Da allora è passato molto tempo e, da quando mia nonna non c’è più, ho pensato che con questi abiti dovessimo tornare a giocare ancora, anche se in un modo diverso. Ho anche attinto dall’armadio di una carissima amica della nonna, Rosina Mistretta, acquisendo altri abiti e accessori per rendere la mostra ancora più ricca e completa. Uno sguardo affettuoso dagli anni’20 agli anni’50, e non solo, per alcuni così eleganti e frizzanti”.
La passerella è da fashion victim del vintage: ecco le frange luccicanti di un abito perfetto stile Charleston, datato 1901, un completo da gran soirée in velluto blu e damasco, due tubini smanicati di un nero avvolgente, un abito elegante di uno stranissimo color bronzo (che si abbina perfettamente alle cloche con bordo di visone); e ancora, una cuffietta da sposa in perline – ma dai cassetti di casa venne fuori anche un panama bianco elegantissimo che la sposa utilizzo all’uscita della chiesa – un grande cappello di piume e uno in paillettes, uno addirittura coperto da straordinarie violette di velluto e un altro di papaveri rosso fuoco; camminando si incontra un copricapo di paglia nera con tuberose bianche, e un altro, caldissimo di pelliccia, fino ad un “cespuglio” di petali in perfetto stile Telefoni bianchi. Ci sono perfino alcune deliziose borsette da sera, in tempi in cui una signora usciva soltanto con il fazzolettino e, magari, il bastoncino del rossetto. Colpisce anche un’ultima cosa: l’estrema cura artigianale di modiste e sarte – alcune sono le stesse di Donna Franca Florio -, lavori certosini che Eleonora Saitta conserva con cura, e che gridano a gran voce la bellezza, la seduzione e l’eleganza delle nobildonne di una Palermo felicissima che sfogliava i cataloghi parigini, negli stessi attimi di Londra e Roma. A fianco di abiti e cappelli, tante foto sbiadite e un video.

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