“NOUMENO, LA COSA IN SE’”: con la mostra di Fabio Lombardo, Vuedu è nel circuito di I-design

Noumèno, la cosa in sé” questo il titolo della mostra, inaugurazione lunedì 21 ottobre dalle 19,  proposta da Daniela Vinciguerra  dedicata a Fabio Lombardo, architetto e designer, all’interno di I-design, progetto promosso da Assocultura Confcommercio Palermo, con la collaborazione di Regione Sicilia, Assessorato Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Soprintendenza Beni Culturali Palermo, Comune di Palermo, con il patrocinio di Ministero Beni Culturali.

Attraverso un percorso esplicativo di sette pannelli e  di alcuni oggetti (Sistema operativo FL201 e  sedia direzionale  FL207 per I.B.Office, le lampade AeTo ed Omenetta per FLOS, Music Totem e Print per Casamania, alcuni gioielli in argento) Fabio Lombardo ci accompagna attraverso quella che è stata la sua attività di designer  dal 1997 al 2013.

“Ho con questa città un rapporto amore-odio, come succede a tutti coloro che la amano dal profondo ma la vorrebbero un poco diversa – racconta l’architetto che ha scelto Venezia come sua città – Ne sono andato via definitivamente nel 1986, lasciando il mio lavoro alla Facoltà di Architettura, per dedicarmi, in un sodalizio professionale con Afra e Tobia Scarpa, a quello che desideravo fosse un lavoro di qualità, una mia capacità di sentirlo con profondità. In Veneto ho avuto, per le più facili relazioni con tutto il nord produttivo, quelle opportunità che a Palermo sapevo di non avere. Mi sono portato dentro  la profondità culturale e di sentire della nostra gente, la sua straordinaria ironia, qualità che spero il mio lavoro sia capace di testimoniare”.

Moltissime le sue aree di azione oltre al design, l’architettura, la fotografia e la pittura.

“Se un progetto è il segno delle proprie stratificazioni,  Sistema operativo FL201, certamente mi rappresenta – racconta Fabio Lombardo, ospite fino al 9 novembre  con la mostra “Noumèno, la cosa in sé”,  da Vuedu  Factory – Prodotto da I.B. Office dal 1991 al 2012, per 21 anni,  non c’è in esso ricerca tecnologica fine a se stessa ma piuttosto un nuovo, misurato uso di quanto ci è familiare – il cavalletto appunto – ormai radicato nella memoria di tutti. E’ un progetto nato con l’ambizione di essere  “classico moderno”, semplice e modesto, manifestazione significante della realtà del lavoro”.

“Per la mia galleria è importantissimo far parte dei circuiti di design nazionale – sottolinea Daniela Vinciguerra, ideatrice e titolare di Vuedu Factory – il mio spazio è sempre aperto al confronto, alla ricerca, alla qualità per questo partecipiamo a I-design,  progetto di sviluppo culturale ed economico creato per la città di Palermo, fondato su una concezione strategica della cultura e del design come strumento fondamentale di riconversione urbana, di trasformazione della società e creazione di ricchezza per la comunità”.

Da lunedì 2 ottobre a sabato 9 novembre saranno visibili da Vuedu Factory le lampade AeTo  e Omenetta disegnate da Fabio Lombardo per Flos (1991); Music Totem, Print disegnate per Casamia (2002); il tavolo Buffetta, disegnato nel 2003 con Giuseppina Scavuzzo per Woodesign e FL 201, sistema operativo con cavalletti e mensola disegnato nel 1990 per I.B. Office.

 

BIOGRAFIA FABIO LOMBARDO

Nato a Tunisi nel 1942, si trasferisce da piccolo con la famiglia a Palermo, qui studia e si laurea in Architettura nel 1969 con una tesi sulla ristrutturazione del quartiere delle Halles a Parigi.

Nel 1972 conosce Carlo Scarpa nello studio dell’architetto Roberto Calandra, con lui collabora fino al 1978 al progetto per il restauro di Palazzo Steri a Palermo e a quello del Nuovo Museo Nazionale di Messina.

Nel 1976 progetta e realizza con Carlo Scarpa gli esterni e l’allestimento del negozio Giglio IN a Palermo.

Nel 1977 Carlo Scarpa lo invita a trasferirsi a Vicenza, dove lui abita, per avviare una più continua ed estesa collaborazione. E’ Carlo Scarpa a trovargli una casa a Vicenza, sui colli Berici, che si affaccia sulla rotonda del Palladio.

Nel 1978 Scarpa muore in Giappone e si interrompe bruscamente questo programma di lavoro.

Nel 1981 Tobia Scarpa gli propone di lavorare con lui e la  moglie Afra e inizia un sodalizio professionale che durerà fino al 1994.

Con loro progetta e realizza lavori in Italia e all’estero.

Nel 1983 progetta con Tobia Scarpa la tomba del padre Carlo che verrà collocata nel cimitero di San Vito di Altivole, che Carlo Scarpa aveva realizzato per la famiglia Brion.

E’questo un piccolo lavoro ma carico di valori affettivi.

Nel 1987 la Flos lo sceglie,  insieme a Philippe Starck, per entrare a far parte del numero dei suoi designers, storicamente limitato a Tobia Scarpa e Achille Castiglioni.

E’ l’inizio della sua attività di progettista per l’industria che avviene affiancando nomi di grande prestigio. Nel 1988 lascia il suo posto di insegnamento alla Facoltà di Architettura di Palermo per trasferirsi definitivamente nel Veneto e dedicarsi interamente alla progettazione.

Come designer ha progettato per Flos, Vanini, I.B.Office, Bellato, Casamania, Woodesign.

Ha tenuto a Palermo tre personali di pittura, attività che considera, insieme alla fotografia, strettamente legata al suo lavoro di architetto.

Attualmente vive e lavora a Venezia.

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