Teste di legno: da Vuedu Factory un viaggio nella tradizione con Roberto Lo Sciuto

Lo spazio di Daniela Vinciguerra ospita la mostra dello scenografo palermitano

Salvate dal macero le testine di Roberto Lo Sciuto diventano arte. Ora issate su candelabro, sedute dentro ad una caffettiera o su un pannello del colore del cielo, il decoratore e scenografo palermitano, debutta venerdì 20 settembre dalle 19  da Vuedu Factory, spazio polifunzionale di Daniela Vinciguerra in via Sperlinga 32 (zona Teatro Massimo).

La mostra, dal titolo “Teste di legno”, oscilla tra tradizione e modernità, popolare e riciclo e ha come prerogativa di recuperare e valorizzare la tradizione rinnovandone la suggestione e amplificando il messaggio estetico.  Per un mese attraverso l’esposizione disegnerà un itinerario ad episodi quasi fosse un racconto degli antichi cantastorie.

“Teste di legno” è un’esposizione di vecchie teste dell’opera dei pupi, salvate appunti dalla distruzione e riusate per una giocosa incursione nel mondo dell’immaginario collettivo siciliano, dalla testa di Santa Rosalia coronata di rose a quelle dei cavalieri e degli eroi colorate e surreali.

“La rivisitazione della tradizione – spiega Roberto Lo Sciuto – attraverso il recupero delle testine di legno, un carattere ludico, ironico, con una vena illusionistica ma soprattutto rivela il mio amore profondo per la tradizione e le piccole cose antiche che nelle mie mani trovano una nuova vita. E così c’è Orlando, ma c’è santa Rosalia e poi testine con grandi baffi all’insù, occhi nero carbone, zigomi pronunciati soprattutto se si tratta di turchi!”.

Una nuova interessante e affascinante mostra proposta da Daniela Vinciguerra che di volta in volta accoglie nel suo spazio artisti siciliani e non, e che da anni ha legato con un filo rosso la ricerca nel design, le sue produzioni di abbigliamento e l’arte.

“Quando ho aperto questo spazio – spiega la Vinciguerra, architetto e stilista siciliana – l’ho concepito come uno loft aperto alle idee, alla ricerca, al confronto, alla curiosità. Ho dato visibilità e creduto e commercializzato così tanti  giovani in questi anni di attività e ne sono fiera perché non è mai facile trovare la strada giusta per poter accedere ad una fiera, ad una mostra, al pubblico finale. E in questo momento storico il mio antidoto alla crisi è sicuramente il sapersi rinnovare, mettersi un gioco e guardarsi in giro con attenzione e soprattutto fare rete”.

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